Keeping Things Whole
(Lyrics by Mark Strand)

Canto Fermo

Nero di Seppia
(Music By Alessandro Cartolari and Luca Cartolari)

The Speeding Train
(Lyrics by The Van Pelt)

Mille


Rubik

Details

It Should've Happened a Long Time Ago
(Music by Paul Motian)

Alice Wonders

Valzer de la Stacada di Breil
(Traditional)

Golden Slumbers
(Lyrics and Music by John Lennon and Paul McCartney)

Cristina Trotto Gatta Voice, Melodica
Paolo Cantù Electric Guitar, Clarinet, Effects, Loops, Electronics
Luca Cartolari Fretled and Fretless 4-Strings 6-Strings Bass Guitars, Bow, E-Bow, Effects, Csound Programming
Andrea Biondello Drums


Diatonic Accordion on “Valzer de la Stacada di Breil” by Alessandro Sosso

Music by Luca Cartolari, unless stated otherwise.
Lyrics by Cristina Trotto Gatta, unless stated otherwise.
Music arranged by Anatrofobia
Recorded in 2019 at Trai Studio, Inzago Italy, by Fabio Intraina.
Additional recordings by Paolo Cantù, Luca Cartolari, Cristiano Lo Mele
Mixed in 2020 at Trai Studio, Inzago Italy, by Fabio Intraina and Anatrofobia

Photo: Daniele Degiorgis
Woman in the window : painted by Luigi Antonio Presicce, courtesy of Museo Arte Urbana (Torino)







Concerti


Sabato 16 Novembre 2019
Associazione Culturale Caseificio La Rosa - Poviglio (RE)

Venerdì 15 Novembre 2019
Black Inside - Lonate Ceppino (VA)

Venerdì 3 Maggio 2019
CSOA COX18 MILANO (WallaceXX Party)

Contatti

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Album in studio


DISCOGS


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Qualche parola sparsa su noi e la nostra musica...


Recensione Canto Fermo

Blow Up 113, Massimiliano Busti recensiva "Brevi Momenti di Presenza", materia nervosa, schegge-tessere di un puzzle tra rock e free jazz, che scardinavano la struttura dei dischi precedenti e però fluivano verso un suono cerebrale che diffonde un'impalpabile tensione. In formazione Alessandro e Luca Cartolari, Andrea Biondello con anche, voce e testi, Nazim Comunale. A proposito, anche Nazim Comunale ha scritto troppo colti e cerebrali (per il jazzcore), e se direte che è parte in causa, tutti noi in qualche modo lo siamo. La tensione di fatto, dopo 13 anni, è ancora là. ...Di quell'ensemble 2007 abbiamo L.Cartolari e Biondello ai quali si aggiungono Paolo Cantù (in fedina Tasaday, Afterhours, Uncode Duello, A Short Apnea) e Cristina Trotto Gatta (che, mi pare, fu anche in Masche). L'(in)atteso lavoro ha colori inconsueti di un autunno ubiquitario (il tono di Keeping Things Whole). Per darvi un'idea sbagliata, (comunque un'idea), c'è ombrosità melanconica alla Surman (Canto Fermo è un in-quel di "Such Winter Of Memory"), ieraticità dolente (increspata da frenesie rumoristiche, tenute sempre a bada). Qualche fantasma ci potrebbe anche dare ragione delle impressioni eicheriane. Ad esempio, It Should've Happened a Long Time Ago (Motian con Lovano e Frisell). Non ve lo diciamo che è più bello dell'originale, diremo solo: c'è più "carne e sangue". E quanto va giù nei recessi Nero di Seppia. A proposito di spettri, ce ne sono altri. The Speeding Train, che fu dei Van Pelt: un sudario, voce sussurrante e tutto il basto della rabbia sulla batteria (che si trascina via tutti). Golden Slumbers, roba (qui mi dicono "minore") dei Beatles, una candela che fa una fiammata e si spegne (non del tutto). La tensione, oggi, è palpabile.

Dionisio Capuano

da Blow Up. Luglio/Agosto 2020

Recensione Tesa Musica Marginale

Troppo colti e cerebrali per il jazzcore, troppo punk per gli ambienti accademici, troppo silenziosi per gli amanti del free più fisico, troppo intelligenti per chi crede che basti un sassofono per poter dire che quello è jazz, capaci di muoversi con disinvoltura tra ombre di contemporanea e ruggini rock, in una terra di mezzo ignota e non ancora colonizzata dove convivono felicemente un approccio selvaggio eppure controllato e calibratissimo al suono e alle sue componenti dinamiche e timbriche, le ansie da hardcore da camera dei grandi Koch Schutz e Studer (forse il punto di riferimento più stabile per la band) con i profili della storia del jazz libero rivisti attraverso una lente sempre personale e coraggiosa.

Nazim Comunale

da The New Noise, Il mondo in presenza di Wallace

Recensione Brevi Momenti Di Presenza

Rock creativo che, pur mostrando solo esili riferimenti alle vicende canterburburiane o del R.I.O. sembra vantare una medesima libertà ed essere così da tali movimenti originato, e assieme a questo anche deviati riferimenti al jazz, distorsioni post rock e persino più di una immersione in vortici psichedelici

Antonello Cresti

dal libro Solchi sperimentali italia



Recensione Brevi Momenti Di Presenza

Testimonianza esemplare di come il progressive sia uno spirito, un’attitudine, un percorso concettuale e progettuale prima ancora che compositivo, i torinesi Anatrofobia sono tra le più credibili formazioni della nuova musica italiana. Attivi dagli anni ‘90 e unici dal vivo per gli spettacoli quasi mistici nella loro intensità, gli Anatrofobia sviluppano un discorso sonoro fatto di composizioni estemporanee in cui si passa dalla fanfara al silenzio, attraversando jazz, RIO ed elettronica. Sei album sempre tesi e sofferti nella loro creatività, per una band eccellente

Donato Zoppo

dal libro Prog 40 – Quarant’anni di Progressive Rock nel Mondo

lecosenonparlano

La potenza del suono è notevole, se pensiamo al tipo di organico, capace di concedere davvero poco alle alchimie elettroniche e digitali, a favore di un amalgama di stampo jazzistico che obiettivamente trova rari confronti su base nazionale. Se le cose non parlano, Anatrofobia avrà sicuramente tante cose da dire in un panorama italiano che sta dando segno di risveglio dopo anni di coma etilico.

Altremusiche

Recensione "lecosenonparlano" 2002

Recensione Canto Fermo

Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. L'ammissione di peccato sarebbe aver ignorato, sino ad ora, l'esistenza di Anatrofobia, progetto piemontese al settimo album in 30 anni di carriera. Luca Cartolari (basso, effetti) e Andrea Biondello (batteria), coadiuvati da Paolo Cantù (chitarra, clarinetto, elettronica, effetti) e Cristina Trotto Gatta (voce) ci consegnano Canto Fermo. L'ascolto è catturato da un suono che oltrepassa i confini musicali e sorprende per contaminazioni e suggestioni evocate, tra ritmi jazz in controtempo, psichedelica, minimalismo elettroacustico, progressive e nervose declinazioni rock e jazzcore, tra U.S. Maple e i primi Zu. Notevole il timbro vocale della Trotto Gatta, tra Suzanne Langille e Beth Gibbons, perfetto per le atmosfere austere e narrative dell'intero lavoro.

Antonio Briozzo

da Rumore, Luglio/Agosto 2020